Giro itinerante da Amalfi a Vietri con pranzetto a Cetara

Uno dei migliori modi per visitare la Costiera Amalfitana è quella di utilizzare il trasporto pubblico, per cui ho deciso di fare un giro itinerante con il pullman della linea Sita da Amalfi a Vietri sul Mare.

Di seguito i luoghi da non perdere.

AMALFI

La base di partenza del mio tour è stata Amalfi, repubblica marinara in epoca medioevale assieme a Genova, Pisa e Venezia.

Da non perdere ad Amalfi è il Duomo, dedicato a Sant’Andrea, santo protettore della città ed è proprio all’interno della chiesa che sono sepolti i resti dell’Apostolo che vennero trasportati da Costantinopoli ad Amalfi dal cardinale Pietro Capuano, che li recuperò nel corso della IV Crociata.

Secondo la leggenda, San Francesco D’Assisi si recò in questo edificio nel 1218 per venerare le reliquie dell’apostolo ivi custodite e rimase in città per due anni. In tale occasione fondò il Convento di Santa Maria degli Angeli, poi dedicato a Sant’Antonio.

Duomo Sant’Andrea

L’edificio religioso domina la città dalla cima di una grande scalinata di 57 gradini. Salendo i gradini antistanti il Duomo, la prima cosa che colpisce lo sguardo è la colorata e sfarzosa facciata, in stile neomoresco, frutto di progetti artistici molto più recenti che l’impianto originale della chiesa.

L’edificio religioso è costituito da due antiche costruzioni un tempo distinte che oggi formano il complesso monumentale: la Basilica del Crocifisso, risalente al IX secolo e costruita sulla base di un edificio sacro preesistente, e la cattedrale più recente, fondata nel 987 dal duca di Amalfi Mansone I.

Il Duomo è affiancato da uno splendido campanile in stile romanico, costruito tra il XII e XIII secolo e rivestito di preziose maioliche a mosaico in stile arabeggiante.

Un’arte che ha visto eccellere Amalfi, a partire dal Medioevo, è stata la lavorazione della carta. In particolare, nella Valle delle Ferriere sorgevano i mulini che alimentavano le fabbriche per la produzione della carta amalfitana o Charta Bambagina, la quale già nel 1220 era considerata talmente pregiata che Federico II ne vietò l’utilizzo per gli atti pubblici. 

La Carta di Amalfi o Charta Bambagina deve il nome al particolare procedimento di produzione che, prescindendo dall’utilizzazione della cellulosa ricavata dal legno, parte da raccolte di stracci di lino, cotone e canapa di colore bianco. Tali stoffe venivano in passato ridotte in poltiglia per mezzo di magli chiodati mossi da mulini a propulsione idraulica. La fibra, disciolta nell’acqua veniva poi a mano trasformata in fogli per mezzo di telai formati da fili di ottone e bronzo, recanti per lo più in filigrana, gli stemmi delle antiche famiglie nobiliari della città.

Ad Amalfi è possibile visitare il Museo della carta, ex-cartiera trasformata in museo nel 1969 per volere di Nicola Milano, proprietario della cartiera ed appartenente ad una delle famiglie amalfitane famose per essere state operanti nella produzione e fabbricazione della carta di Amalfi.

DOVE FARE COLAZIONE AD AMALFI

Tutti consigliano la Pasticceria Pansa in Piazza Duomo. Io invece vi consiglio di andare alla Pasticceria Savoia. Assaggiate la Coda D’Aragosta con crema chantilly e non ve ne pentirete.

RAVELLO

Ad Amalfi ho preso l’autobus per Ravello, piccolo borgo situato alle pendici dei Monti Lattari a 350 metri di quota.

Da non perdere a Ravello due splendide Ville: Villa Cimbrone e Villa Rufolo.

Villa Cimbrone è un edifico storico risalente al XI secolo all’interno del quale sorge attualmente un albergo a 5 stelle. Il giardino è invece aperto al pubblico durante tutto l’anno ed è visitabile a pagamento.

Il toponimo “Cimbrone” ricorda la denominazione Cimbronium, nome latino del promontorio su cui sorgeva nell’antichità una villa romana trasformata in seguito in casale e divenuta residenza per diverse importanti famiglie, nell’ordine: gli Acconciagioco, i Fusco e, infine, gli Amici.

Nel 1904 ciò che restava dell’antica dimora fu acquistato da Ernest William Beckett, un nobile banchiere britannico, determinato a farne “il posto più bello del mondo”.

Appena si entra nella Villa, sulla sinistra, si rimane incantati dal Chiostro, un delizioso cortile in stile arabo-siculo-normanno,  con bifore inquadrate da archi a sesto acuto e poggianti su colonnine tortili, con la balaustra del pozzo al centro, fortemente influenzato dal chiostro francescano del vicino Convento di San Francesco.

Il sentiero principale del Parco di Villa Cimbrone si chiama Viale dell’Immenso. In effetti, il viale crea una sorta di aspettativa e di suspence per ammirare il panorama di bellezza straordinaria che poi ci si troverà di fronte alla Terrazza dell’Infinito.

Il Viale dell’Immenso si conclude con la statua di Cerere, l’antica Dea romana del raccolto, che vi condurrà alla meravigliosa Terrazza dell’Infinito ed è qui che rimarrete senza parole.

Statua di Cerere

La Terrazza dell’infinito è un balcone sospeso tra cielo e mare adornato da busti marmorei da cui si gode di un panorama mozzafiato.

La vista dalla terrazza dell’Infinito è uno degli scenari più belli che abbia mai visto nella mia vita.

Per i più coraggiosi, è possibile dirigersi verso il balcone a semicerchio e ammirare il panorama straordinario del Golfo di Salerno. Io ho preso coraggio e mi sono affacciata alla ringhiera e posso dire che ne è valsa davvero la pena.

Terrazza dell’Infinito

Villa Rufolo è una dimora del XIII secolo situata proprio di fronte al Duomo nella piazza del Vescovado.

Ogni anno a luglio presso Villa Rufolo si tiene il Ravello Festival,  festival musicale e culturale che comprende manifestazioni di musica classica, cinema, letteratura ed altre arti, alle quali prendono parte artisti di fama internazionale.  Tra gli eventi più suggestivi, il concerto all’alba nel mese di agosto, in cui la musica classica accompagna dolcemente nella transizione tra notte e giorno.

Il giardino di Villa Rufolo, anche definito Giardino dell’Anima, riporta ad atmosfere romantiche e magiche. Oggi il giardino si sviluppa su due livelli e seppur presente sin dalla costruzione della villa, fu grazie all’esperienza da botanico di Sir Reid nell’Ottocento che raggiunse il suo vero splendore. Il giardino è scelto come set per film come “La Principessa Sissi” (1955) una novella del Decameron di Pasolini (1971) e “A Good Woman” con Helen Hunt (2004).

Villa Rufolo
Villa Rufolo

CETARA

Da Ravello ho preso l’autobus e sono scesa alla fermata che chiamano “Tonda”. Da lì ho preso il pullman in direzione Salerno per fare tappa a Cetara.

Cetara è un incantevole borgo di pescatori, con un’antica tradizione marinara che si protrae da secoli. Il paesaggio regala una torre saracena che si erge a picco sul mare, piccole case incastonate nella roccia rivestita di verde ed il piccolo porto.

Torre saracena

Ciò che rende il borgo di Cetara celebre in tutto il mondo è un prodotto gastronomico locale: la colatura di alici.

La colatura di alici è una salsa ambrata che viene ricavata attraverso un’antica tecnica di maturazione delle alici sotto sale. Viene utilizzata per arricchire diversi tipi di piatti, come gli spaghetti con la colatura di alici.

DOVE MANGIARE A CETARA

Per un pranzetto a base di colatura di alici vi consiglio di andare da “Cetara punto e pasta“, ristorante che propone piatti tipici della tradizione. Degni di nota gli spaghetti con la colatura e le acciughe ripiene con la scamorza.

Scorcio dal Ristornate Cetara punto e pasta
Entre’ offerta dalla casa
Spaghetti con colatura di alici
Acciughe ripiene

VIETRI SUL MARE

Da Cetara ho ripreso il pullman in direzione Salerno e ho raggiunto l’ultima tappa del mio giro itinerante, Vietri Sul Mare.

Vietri Sul Mare, famosa per l’antica tradizione della lavorazione della ceramica, è il comune più orientale della Costiera amalfitana.

Simbolo di Vietri sul Mare è la maestosa cupola della Chiesa di San Giovanni Battista con le sue splendide maioliche dai colori accesi del giallo e del blu.

Vista sulla Cupola della Chiesa di San Giovanni Battista

La storia della ceramica vietrese ha origini antichissime ed è legata a Cava, in quanto fino al 1806 Vietri ne è stata un casale. Infatti un forte sviluppo delle maioliche vietresi, in particolare delle piastrelle, si ebbe dal XIV secolo come si attesta da alcune documentazioni presso la Badia di Cava. E’ proprio in quel periodo che ci fu un importante incremento della produzione della “riggiola maiolicata”, prodotta nel vicino casale di Vietri sul Mare, da parte dei maestri Ceramisti  Cavesi che avevano iniziato una fase molto importante di sviluppo dell’attività edilizia.

Pavimentazione a Vietri

Le ceramiche di Vietri sono tutte fatte artigianalmente, il che le rende tantissimi pezzi unici. Il procedimento di creazione è lungo e complesso, inizialmente l’argilla viene lavorata al tornio, poi viene cotta in forno e successivamente viene fatta una smaltatura. Piatti, vasi, riggiole, piastrelle per arredamenti interni e arredamenti esterni, la produzione vietrese è varia, ricca di idee atte a soddisfare le più svariate esigenze.

DOVE COMPRARE UNA CERAMICA A VIETRI

Passeggiando per Vietri è impossibile non imbattersi in piccoli laboratori artigianali che portano avanti tradizioni familiari secolari. Io non ho resistito e ho comprato un bellissimo piatto di ceramica con bicchierini abbinati da Ceramica Massimino in Via Umberto I.

Ceramica Massimino

Da Vietri sono ritornata ad Amalfi per un tour serale.

Il Duomo di Amalfi anche di sera è spettacolare.

Si è con concluso così il mio giro itinerante da Amalfi a Vietri.

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Pubblicato da girulìgirulà

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